…appena entrati il locale ci appariva elegantemente arredato, in una soffusa penombra uomini robusti vestiti Marlboro country sedevano lascivi al bancone di cristallo, in sottofondo le note dei Massive Attack.Ma il Bear Bar di Istanbul è tutta un’altra cosa.
A pochi isolati dal nostro hotel c’era il “Degirmen Pub”... e una sera decidemmo di andarci.
Da fuori sembrava una trattoria, Varcata la soglia fummo avvolti da una nube di tabacco e sudore, lo scenario che ci si schiudeva era ..come dire.."insolito" tavoli e sedie di plastica ospitavano una moltitudine di uomini apparentemente tutti vecchi, che chiacchieravano, mangiando pistacchi e bevendo birra, poco più giù altri vecchi apparenti intonavano canzoni popolari accompagnati da una mini orcestra simile ai Gipsy Kings, al centro uno sparuto gruppetto di “femminielli”con i capelli raccolti si muoveva come Shakira..
ad una piu attenta osservazione (femminielli esclusi) erano tutti molto simili:
Sopraciglia che non conoscono pinzette, qualche dente d’oro, scoppola, insomma quelle foto Alinari che ritraevano il popolo, datate 1890 c.a.
Un ragazzino di circa tredici anni, che sembra uscito da Nuovo cinema Paradiso ci fa sedere in fondo.
Ci guardiamo intorno attoniti e sorpresi,ci portano due birre e pistacchi, dopo poco siamo rilassati e entrati nel mood della serata, la musica popolare turca è bellissima, e cantata dal vivo lo è di più. Un anziano bear(?), che forse era un giostraio curdo o un arrotino viterbese, mi sorride e mi invita a ballare, (proprio come in una balera), mentre a Barfly un Femminiello di cinquantanni con un maglia attillata e sudata, gli fa palesemente gli occhi dolci. Sorridiamo battiamo le mani a tempo, ma improvvisamente al centro scatta la rissa,in puro stile Bud Spencer, sedata in sei mosse dall’esperto barista......e la musica ricomincia. Un antropologo dividerebbe la fauna del Degirmen pub in due gruppi principali: gli uomini-uomini e gli uomini–donna, uomini che si comportano esageratamente da uomini (per capirci un po’ come le lesbiche) e uomini che si comportano come se avessero l'utero (per capirci un pò come Renato Zero). Siamo rimasti un bel po’ in quel bar, a scherzare e ridere con persone semplici e socievoli , c’era anche qualcuno che ci guardava torvo pensando “Stranieri, che cazzo volete?”. Ubriachi e divertiti uscimmo da quel bar che soffocava di testosterone e sudore ascellare, mentre l’aria fresca ci entrava nelle narici e ci ossigenava il cervello, eravamo contenti, contenti di aver conosciuto il “Folkgay”che ignora lo stereotipo global delle camicie a quadri e scarponi lumberjack, il Folkgay che non sa nemmeno che il resto del mondo occidentale lo etichetta come Bear.
3 commenti:
ahòòò! ma che fate?!amoreggiate, ma sto blog piccirello chiede update..che combinate?ndo siete? ma un vi si vede mai..maremmina! kiss kiss
e comunque buon San Valentino, tesori! :-)
stiamo tornando, impegni vari che poi vi diremo...
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