
Una settimana fa il mio amico W mi manda un sms “sei ufficialmente nella giuria di Transremo”……ma ke cos’è?
Risposta: Transremo è una bizzarra parata di dragqueen che si esibiscono in playback.
Sabato alle 22, 30 da vera guest sono andato nella discoteca che ospitava la serata (Barfly era il mio bodyguard).
La sala era ancora semivuota K.D.P. la Drag-presentatrice vestito come un lampadario di murano impartiva stoico e professionale, dall’alto del suo tacco 20, le ultime indicazioni al piccolo esercito di aspiranti vincitori (parlo al maschile perché sono drag e non trans).
C’èra la GìGì basso e grassoccio vestito da improbabile damina, Tasha anoressico e sinuoso avvolto in vinile nero, Rhonda fianchi da donna e volto da boxer con un abitino anni 50’ e via così fino al decimo finalista, tutti truccati e acconciati come mignotte dell’antica Roma…..semplicemente FAVOLOSE!
La sala si riempie, noi della giuria ci sediamo ai posti riservati, il nostro giudizio dovrà basarsi su 3 elementi: Abilità nel playback, coreografia e ovviamente l’immagine.
K.D.P. tra battute e battutacce ( moltissime azzeccate) introduce i concorrenti,
il repertorio va da Anna Oxa a Rita Pavone passando per Orietta Berti.
Voto il menopeggio che poi ha vinto, lo show si chiude, Barfly e altri amici mi fanno cenno con la mano e mi indicano il bar della discoteca, saluto il bravo K.D.P. e il mio amico Dj (con me nella giuria) e li raggiungo, Barfly mi viene incontro porgendomi un gintonic, lo mando giù velocemente insieme a quella strana sensazione di aver assistito a uno spettacolo di un conformismo anticonformista, dove il cliché (elemento rassicurante) è il collante e la ricerca artistica è ridotta ai minimi termini.
Si dice che i gay hanno sempre anticipato e aperto nuove strade alla cultura Pop,
probabilmente si tratta di un mito inventato dagli etero.
Risposta: Transremo è una bizzarra parata di dragqueen che si esibiscono in playback.
Sabato alle 22, 30 da vera guest sono andato nella discoteca che ospitava la serata (Barfly era il mio bodyguard).
La sala era ancora semivuota K.D.P. la Drag-presentatrice vestito come un lampadario di murano impartiva stoico e professionale, dall’alto del suo tacco 20, le ultime indicazioni al piccolo esercito di aspiranti vincitori (parlo al maschile perché sono drag e non trans).
C’èra la GìGì basso e grassoccio vestito da improbabile damina, Tasha anoressico e sinuoso avvolto in vinile nero, Rhonda fianchi da donna e volto da boxer con un abitino anni 50’ e via così fino al decimo finalista, tutti truccati e acconciati come mignotte dell’antica Roma…..semplicemente FAVOLOSE!
La sala si riempie, noi della giuria ci sediamo ai posti riservati, il nostro giudizio dovrà basarsi su 3 elementi: Abilità nel playback, coreografia e ovviamente l’immagine.
K.D.P. tra battute e battutacce ( moltissime azzeccate) introduce i concorrenti,
il repertorio va da Anna Oxa a Rita Pavone passando per Orietta Berti.
Voto il menopeggio che poi ha vinto, lo show si chiude, Barfly e altri amici mi fanno cenno con la mano e mi indicano il bar della discoteca, saluto il bravo K.D.P. e il mio amico Dj (con me nella giuria) e li raggiungo, Barfly mi viene incontro porgendomi un gintonic, lo mando giù velocemente insieme a quella strana sensazione di aver assistito a uno spettacolo di un conformismo anticonformista, dove il cliché (elemento rassicurante) è il collante e la ricerca artistica è ridotta ai minimi termini.
Si dice che i gay hanno sempre anticipato e aperto nuove strade alla cultura Pop,
probabilmente si tratta di un mito inventato dagli etero.
